Cosa non ho fatto per fumare bene

Scrivi una storia

  package_wordprocessing        
Home Viaggi Cosa non ho fatto per fumare bene
Cosa non ho fatto per fumare bene PDF Stampa E-mail
( 6 Voti )
Viaggi
Scritto da Massimo Vaj   
Venerdì 30 Luglio 2010 15:10

suzuki.jpeg1986...Turchia...un viaggio con una Suzuki DR 600 Dakar nuova di pacca, numero limitato di esemplari, costruita per festeggiare il famoso rally africano. La compro e vado, via nave, a farmi novemila chilometri di fuoristrada con la mia bella che riempiva il posto, impiccato, dietro di me. Chiavi e ricambi al posto dei bagagli e una mazzetta di soldi in tasca, che riportammo quasi tutti a casa perché lì la vita, anche in Hotel, costava pochissimo.

Anche niente mappe che, per il fuoristrada, non esistono. Duemesiemmezzo di libidine assoluta alla caccia di fumo buono. Cosa non si fa per fumare bene. Io amavo il turco nero, aromatico e appiccicoso e sapevo, per esserci già stato nel '73, che a Shilifke coltivavano, nei primi anni settanta, delle piante assassine. Qui racconto solo un piccolissimo pezzetto di uno dei miei più bei viaggi in moto... Incontriamo in una taverna malaticcia dei giornalisti fotografi del National Geographic che stanno scalando le montagne più alte della Turchia e ci dicono di essere stati sul Sufàn, monte di più di quattromila metri, e che su quella salita hanno incontrato una tribù di nomadi che gli ha offerto del fumo eccezionale...
Io non ho nemmeno ascoltato la fine della storia né ho considerato la possibilità che abbiano un po' esagerato, come fanno tutti i giornalisti e i pescatori, per farsi pubblicare le loro storie...
Così inforchiamo la moto e partiamo con lo stato d'animo di chi sta aspettando che l'Arcangelo Gabriele gli consegni la chiave della stanza dell'hotel Paradiso, servizio e sauna di vapori psichedelici, tutto compreso. Aggrediamo un sentiero in salita che dopo i duemila metri mi scombina la carburazione, che deve essere ritoccata di continuo per darmi la possibilità, arrancando, di raggiungere i tremila e settecento metri d'altitudine, dove il sentiero finisce. Nessuna traccia di nomadi. Solo un tendone piantato in ripida discesa dove dentro tutti devono stare attaccati con le piccozze per non finire a valle...
Ma niente fumo, anzi, il guardiano del ripetitore televisivo, che non vedeva un turista da dieci anni, mi scrocca l'unico pacchetto di sigarette che detenevo per altri scopi.
Non ho mai più letto il National Geographic.

 

 

Aggiungi commento

Non si possono fare commenti offensivi o lesivi della dignità altrui. Non si possono inoltre citare cognomi, dati anagrafici o indirizzi di persone realmente esistenti. L'amministratore e i collaboratori del sito si riservano di modificare o cancellare messaggi non ritenuti idonei.I commenti inviati dalle persone non registrate saranno controllati dallo staff prima della pubblicazione.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Traduci il sito

Italian English