Il primo volo

Il primo volo

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Viaggi

Volevo raccontare di un viaggio e della mia dannata paura dell’ aereo.

Alla veneranda età di 37 anni mi sono trovato a combattere per l’ennesima volta con la paura di volare…….

Facciamo una premessa, ho sempre adorato viaggiare però fino a questa estate ero riuscito a farlo con mezzi  di trasporto a me più consoni, auto, treno, pulman, nave  e persino bicicletta ……… ,così tra sudore, cuccette e panini in Autogrill mi ero girato mezza Europa in totale tranquillità.

Poi questa estate mi si è prospettata l’ennesima occasione irrinunciabile, Sicilia  A GRATIS! Ospiti della fantastica tata del più piccolo dei miei figli.

E li è cominciato il solito scontro tra me  e la mia FOBIA , soltanto che la ragione(sotto forma di mia moglie) stavolta ha avuto la meglio  “è un viaggio troppo lungo in auto con due bambini piccoli…”, “ gettiamo via metà vacanza in viaggio mentre in volo basta un ora e mezza”,il sempre classico “l’ aereo è il mezzo di trasporto più sicuro in assoluto”  e chi più ne ha più ne metta ……

Rassegnatomi all’ idea di volare ho cominciato un lungo lavoro interiore di TRAINING AUTOGENO e  AUTOIPNOSI  terminato pietosamente  nella ricerca di un farmaco che mi stordisse, visto che un anestesista personale era troppo caro………..

Arrivato al giorno della partenza con sempre crescente terrore e una buona scorta di tranquillanti ho pensato ancora a qualche via di fuga dell’ultimo istante come un attacco di influenza suina o il sempre classico lontano parente defunto.

Preso atto dell’ inevitabilità dell’ evento ho iniziato mezz’ora prima di salire a bordo dell’aereo a pregare e ad assumere mezza dose di Tavor come prescritto da un amica  psicologa , l’altra mezza dose l’ho assunta al momento dell’ imbarco .

L’interno dell’ aereo mi è parso subito molto diverso da quello che mi aspettavo e da quello che ti fanno vedere in televisione,  forse perché era una compagnia low cost  ma anziché un salotto comodo e rassicurante mi sono ritrovato davanti un pulman angusto e rumoroso, ed è qui che ho deciso di prendere un quarto di dose in più di tranquillante.

Un altro quarto l’ho preso quando ho visto fuoriuscire della condensa dell’ aria condizionata che ho prontamente scambiato per fumo………….

E per finire l’ ultima razione l’ho assunta all’ennesima variazione di quota dell’ apparecchio un po’ troppo brusca……..

All’ arrivo a destinazione l’unica cosa che sono in grado di ricordare è la faccia divertita della tata e del suo ragazzo non appena mi hanno visto, per il resto il buio più assoluto……………..

Ora a ricordarmi questa esperienza circola tra gli amici una mia foto con un occhio aperto ed uno chiuso in stato di trance.

Se ho ripreso l’aereo ? Per il ritorno si e più o meno con lo stesso risultato, per il futuro non so, ma intanto mi alleno con il TRAINING AUTOGENO……………

 

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