| Goldrake di sabbia |
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| Varie |
| Scritto da Giovanni C. |
| Sabato 04 Settembre 2010 16:31 |
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Mare, amici e castelli di sabbia e soprattutto Goldrake , la risposta è d' obbligo, faccio due conti, interpello l' impresario (così chiamo mia moglie) e accetto l' invito con tutto l' entusiasmo che mi è possibile. Soltanto dopo mi ricordo di non sapere assolutamente niente di sculture di sabbia non essendo andato oltre al classico castello fatto con il secchiello di mio figlio, crollato pochi minuti dopo la costruzione………… ma questo non conta.
Il giorno della gara arrivo alla spiaggia armato di tutto l’ entusiasmo possibile e di tutta l’ incoscienza necessaria ad un avventura del genere. La mia squadra è composta da quattro adulti e una cucciolata di bambini tra cui il mio che non saprei quantificare. Armati di pale, assi di legno di incerta provenienza, secchi e secchielli, due “spruzzini” (gloriosamente deceduti durante la missione) e una manciata di attrezzi vari per sagomare la sabbia.
Tutto questo materiale abbinato alla scoperta della durata della missione ( dalle 11 alle 17 di una torrida giornata di agosto) ha cominciato a farmi venire qualche dubbio sulla mia capacità “fisica” di affrontare l’ avventura ma l’orgoglio e la presunzione di essere il più grosso esperto vivente su Goldrake mi danno la giusta carica per andare avanti. Altro stupore me lo provocano le due squadre avversarie, una composta da una formazione di energumeni armati di dispositivi tecnologici degni del miglior genio pontieri dell’ esercito italiano, ed una prevalentemente composta da ragazze (oltretutto graziose) non meno belligeranti. Pronti, via, avviene la prima la prima defezione, quello che all’apparenza sembrava il più fisicamente portato alla battaglia di noi quattro si da invece alla macchia dopo aver sollevato la prima palata di sabbia.
Il risultato sono due vesciche alle mani e litri di sudore dispersi sulla sabbia ma anche una gran quantità di risate e di buon umore. Dopo di ciò ha avuto inizio la fase più divertente, quella della modellatura delle sculture che ha attraversato quattro fasi : L’entusiasmo, la presa di coscienza, la depressione e la risalita finale. Nella prima fase siamo tutti carichi e sicuri delle nostre idee, nella seconda cominciamo a scontrarci con la dura realtà (crollo di parte delle sculture, attrezzi non adatti e dubbi sulle tecniche di lavoro), la terza è la logica conseguenza della seconda con un ansia crescente e la paura di sembrare dei concorrenti allo sbaraglio modello “Corrida” (che nel mio caso era anche in parte vero) visto anche che gli altri due gruppi procedevano senza intoppi. Ma la quarta fase si è rivelata sorprendente, il cuore, il sudore, la passione e la caparbietà del gruppo ci hanno permesso di concludere il lavoro in maniera più che degna superando gli inconvenienti con maestria, magari qualche rifinitura poteva essere aggiunta , ma nel complesso la soddisfazione è tangibile.
Poi l’ arrivo della giuria che accogliamo con la sigla del cartone animato giapponese che effettivamente colpisce sul vivo i quarantenni incaricati di dare i voti. Il risultato ? non lo dirò ma una coppa al cielo l’ abbiamo comunque alzata……….. Non mi rimane che ringraziare chi mi ha invitato a partecipare a questa esperienza e coloro che hanno condiviso con me questa meravigliosa massacrante avventura dandovi appuntamento al prossimo anno.
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La storia ha inizio nei primi giorni di agosto quando mi arriva la telefonata di uno dei miei più cari amici: " Cosa ne dici di partecipare assieme a me alla finale della gara di sculture di sabbia di Follonica, ho un idea fantastica potremmo fare Goldrake !!!!!!!! ".
Inizialmente è stato soltanto lavoro da carpentiere, costruire una struttura cubica con le assi di legno, spalare sabbia e gettarla all’interno della stessa e portare quintali di acqua modello ciuchi da soma. Tutto questo per le prime tre ore……….
Gli spettatori aumentati durante il lavoro cominciano a commentare le opere divertiti: “Guarda amore” dice una mamma al figlio divertito “lo sai cosa è quello ?” ed il figlio “certo è un GURMITO” , il mio istinto omicida si fa largo a spintoni ma lo ricaccio giù a forza, poi l’anziano con le mani conserte dietro la schiena: “Glié tutto sbagliato gliè tutto da rifare” parafrasando Bartali ma anche “Guarda è bellissimo” oppure “Ma è Ufo robot che emozione !” e molto altro ancora….


Commenti
L' unica cosa che mi sento di dirti è che quando riusciamo a fare queste mattane ritorno a 20 anni fa quando dormivamo al mare in tre in un A112..........
Grazie Gio e grazie a chi vorrà magari il prossimo anno condividere con noi questa esperienza anche solo da spettatore, tanto per farci sentire un po' artefici di un sorriso o di una bella espressione di chissà quale emozione.
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