E' NATO PRIMA L'UOVO O LA GALLINA?
| Varie |
Non capisco cosa c’entri il dilemma “è nato prima l’uovo o la gallina?” con il mio rifiuto psicologico per la matematica.
E non capisco perchè devo già diffidare di un posto di lavoro, senza aver ancora iniziato, solo perchè sono troppo gentili.
Forse, se riuscissi a risolvere il dilemma, potrei capire perchè odio la matematica.
Stamattina pensavo che fosse nato prima l’uovo, adesso penso che sono nati insieme.
Come la matematica e il mio odio per lei che va insieme alla mia difficoltà nella logica.
Sì, forse Lucia, non voleva farmi del male dicendo che rifiuto la matematica, ma la rifiuto perchè non la capisco, non mi piace e faccio fatica.
Però non posso rifiutare l’idea di un posto di lavoro migliore di questo.
Magari non sarà migliore, ma io voglio crederci.
Ieri sera, alla cena del corso di teatro, a casa di Betti, suo marito Franco, e i loro figli Gaia e Martino, entomologo provetto, ho visto una piccola gallina, che era anche brutta, ma in quel momento mi sembrava bella.
L’ho accarezzata sulla testa e non mi sono di certo chiesta se è venuta prima lei o l’uovo.
Tenevo le mani di Gaia e camminavo in simbiosi con lei: io avanti, lei indietro.
Mi ha regalato un fiore bianco con puntini marroni (anche se adesso che l’ho davanti, quei puntini marroni che credevo di aver visto ieri, non li ha).
Gaia non sa e io non so il suo nome, ma è stato un regalo stupendo.
Ho potuto godermi la loro campagna, prima che piovesse e i fulmini invadessero le vigne e anche il mio cuore.
Anche la finestra, descritta da Betti nello spettacolo di teatro, aveva finalmente un volto, anche se io la immaginavo più grande e a piano terra.
Quella sera tutto prese il suo volto e una rabbia mi invase: potevo vedermi in faccia mentre parlavo come un telegramma, potevo vedermi ridere sforzata per delle barzellette che a me non facevano ridere, potevo vedermi rispondere tante volte, con le solite poche parole, alle domande: “studi adesso?” “vai ancora a scuola?”.
Domande aperte ne ho fatte e mi sono venute anche bene. Cristina ha risposto entusiasta alle mie due domande: “come è andata la fine della festa delle medie?” “com’è il lavoro di telemarketing?”.
Sì, è vero, io non so comunicare bene con la parola, ma almeno posso parlare.
Prima o poi imparerò a farlo in maniera adeguata, senza avere la “FOBIA DELLA PAROLA”.
La gallina e il suo uovo, l’uovo è la casa del pulcino, allora?
Allora io cosa devo fare per risolvere il dilemma... questo dilemma e il dilemma della parola?
Ho tante palestre dove posso esercitarmi in questa ginnastica orale, ma io non sono adatta a nessuna e nessuna è adatta a me.
Forse una soluzione non ci sarà mai, e non c’è soluzione neanche per l’indovinello.
Ognuno interpreta gli indovinelli come vuole e comunica nella maniera più adatta a se stesso.
Io non diventerò oratrice, ma almeno il corso di teatro, mi ha permesso di parlare di me a un pubblico per tre minuti e chissà che quei tre minuti non possano diventare ore......
Gaia comunica con la creatività, indossando scarpe con cordoni di diverso colore, e affermando di voler diventare grafica pubblicitaria, Carolina comunica con la sua stravaganza...
Martino ha comunicato la sua passione per gli insetti facendoci vedere un grande scarafaggio e un insetto stecco.
Tutti noi eravamo schifati, ma anche interessati.
Ognuno comunica in un modo originale.
Insomma, non so se è nato prima l’uovo o la gallina, o se è nata prima la matematica o il mio odio per lei.
So solo che il teatro mi è servito e che mi servirà anche tentare il nuovo lavoro.
La parola “fobia” prima o poi si staccherà e rimarrà soltanto “la parola”.











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