La stanza biancanera.

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Scritto da Selene   
Giovedì 05 Gennaio 2012 22:25
Me lo ricordo. E come potrebbe essere altrimenti? Successe tutto pochi giorni fa. Un pomeriggio di gennaio come tanti altri del passato e del futuro, nulla di strano. Un film andava sul computer e noi, sdraiati sul letto, abbracciati, lo guardavamo ridendo. L'uomo bicentenario, ecco che film era. Ad un tratto, uno screzio, uno dei nostri soliti litigi, e tutto che cade nel buio, come se una spessa tenda ci si mettesse d'impegno per coprire tutto il sole in una volta, senza darci altra possibilità che l'oscurità. - Continuiamo con il film? - Sì, come vuoi. Ma rimango immobile, fissando lo schermo senza vederlo veramente, senza sentire le voci, il suo respiro e il suo calore. - Dove sei? Ti sento lontano. Dove sono io? Mi aiuti? Silenzio, nebbia che cala sul mondo, l'apatia che, per una volta di troppo, mi ottenebra il cervello e mi catapulta in un mondo tutto mio. - Dove sono? - Cosa c'è? Come posso aiutarti? Cosa devo fare? Sei qui sul tuo letto. No, non sono qui, sono in una stanza. La stanza è quadrata, alta, piccola, tutta bianca e tutta nera allo stesso tempo. Bianca, perchè il pavimento, il moro e il soffitto sono di questo colore, e nera perchè la stanza è sospesa nell'universo, e l'oscurità che c'è fuori riesce a penetrare dentro. Sono in un angolo, sono tutta sola. Dalla finestra in cima al soffitto, lassù in alto, si vede solo il buio, ma il buio, paradossalmente, da lì non riesce a entrare. - Ti prego aiutami! Non lasciarmi da sola! Parlami! Seguono parole, domande, e forse una piccola porta nella stanza bianca si apre. Forse, stai entrando tu per portarmi via. Ancora parole, domande, come se ogni lettera ti facesse fare un passo in più verso di me, che me ne sto ancora pressata in un angolo, contro il muro. Parole, domande, ed è come se mi prendessi per mano. Mi hai aiutata ad uscire dalla stanza biancanera. Grazie. Ti abbraccia, piango lacrime che non sapevo nemmeno di avere. Non sono più entrata in quella stanza, da quel giorno, ma l'apatia ancora si è impossessata della mia mente fragile. Una volta di troppo, la prossima volta non accadrà. Me lo dico ogni volta ed ogni volta, sola fallisco. L'unico modo è scrivere, ma nemmeno quello riesco a fare. Almeno, la stanza biancanera è stata un po' arredata e, forse, la prossima volta sarà più confortevole. Grazie.
 

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