IL PUNTO DI VISTA DELLE BEOLE

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Solo Storie Inventate
Scritto da daniela   
Mercoledì 19 Ottobre 2011 18:07
Beppe passeggiava in piazza della chiesa a San Rocco aspettando Luigi, il suo squallido amico di vecchia data, compagno di canne e notti inutilmente insonni ai bordi dell'autostrada. A vederlo sembrava quasi vecchio, aveva solo 25 anni ma già la schiena un po' curva, lo sguardo assente dietro gli occhiali spessi e l'aria di chi non ha grandi sogni per la testa.... ma lui osservava e pensava osservava ostinatamente e pensava in maniera arzigogolata ispirandosi un po' a tutto ciò che lo circondava: guardava un albero e gli veniva in mente suo zio, guardava un uccello e pensava che forse la sua auto perdeva olio, guardava Luigi che stava arrivando e pensava che un giorno avrebbe smesso di farsi le canne, forse. "Ciao": Ecco Luigi - "Ciao" dice Beppe e si siedono sui gradini antistanti la chiesa. "Come va? Hai lavorato Luig?" "Eh Cazzo, no cazzo, oggi no; mi dovevano chiamare, ma non so, il camion ha avuto un incidente cosi', non c'era niente da fare giù alla cooperativa" "Che Palle Luig" "Si, che palle" "A proposito di baffi, mi ha chiamato la Carmen, mi sta stressando perchè tu gli hai chiesto, non so qualcosa sull'acido delle batterie e sua madre si è incazzata con lei" La Carmen era la ragazza di Luig, una tipa che somigliava a Piero Pelù in viso ed era un po' nanetta, ma, dato che Luig non era certo un adone e nemmeno una cima andava bene così, andava meglio che a Beppe comunque, che di ragazze non ne vedeva da quella volta che si era ingallato la punk con il pelo della figa a fulmine. Il padre della Carmen aveva un officina ed ogni tanto Beppe e Luig chiedevano alla Carmen di procurargli qualcosa. L’officina di Pasquale, aveva una ampio cortile molto vecchio, tutto fatto con le beole, qualcuna era rotta, qualcuna un po’ unta ma, a Beppe quel cortile piaceva tanto, ci si perdeva. Da bambino aveva passato interi pomeriggi a giocare in quello spazio e quando guardava le beole ogni tanto gli sembrava che qualcuna avesse gli occhi e la bocca, poi ne vedeva altre e poi tutte avevano la faccia, ognuna con espressioni diverse e, se capitava che cadeva e si sbucciava un ginocchio certe beole ridevano di lui. Per fortuna altre beole più sensibili sgridavano le ridanciane e lo consolavano.. "Cosa facciamo Luig? Andiamo da Ivo a farci una birra..." "Ok Beppe" In quel momento anche la faccia di Luig sembrava una beola. Entrarono da Ivo, il pub di quartiere: come al solito dietro il bancone c’era quella gran simpaticona di Romina, petulante e smorfiosa, antipatica anche a sua madre e con un culone che pareva il paiolo per fare la polenta. "Ciao Ragazzi, cosa vi pooortooo?" "2 Bud" Rimaserò li circa un ora a parlare poco, ascoltare la musica e guardare dei video su MTV poi, come al solito, andarono a farsi le canne sul bordo dell'autostrada. Quando Beppe salì le scale di casa era molto tardi, notte fonda e lui non stava bene. Era stanco e aveva un cerchio alla testa "E poi", pensava, "Luig a volte mi sta proprio sul cazzo". Mise le chiavi nella toppa ma cambiò idea, uscì di nuovo solo ed andò a sedersi sul muretto che affacciava sul cortile delle 1000 beole. Era notte e quindi le beole dormivano, a Beppe sembrava quasi di sentirle un pò russare ed improvvisamente pensò di essere matto e che le pasticche che prendeva per curararsi l'epilessia gli facessero male. Si chiese quante fossero le persone al mondo che avessero un legame affettivo con una o più beole ma il pensiero gli scappò e si trovò a pensare alle mani pelose di Pasquale il meccanico padre della Carmen. Immediatamente dopo però si sentì un genio perchè gli sembrò di avere avuto una grande illuminazione: si convinse così in un lampo che era fondamentale nella vita avere la capacità di considerare il punto di vista delle beole
 

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