Chi sei? Perché io?

Chi sei? Perché io?

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Paranormale

 Sono appena tornato da una serata passata chissà se con amici o con qualcuna delle mie nuove fiammanti conquiste. E' una bella serata invernale (beh chiaro un po' freddina) uno splendido cielo stellato, da fare invidia alle notti passate sulla spiaggia, mi ha accompagnato fino a quella casetta deserta,

ma sempre un buon punto d'appoggio per trascorrere una notte sotto un tetto. Il silenzio! Inverosimile! Quello che fà fischiare le orecchie soprattutto dopo aver vissuto anni in città caotiche e fuorvianti. Il gelo di una stanza mai scaldata negli ultimi forse dieci anni. Il letto immobile! Strana osservazione vero? Invece non così strana dopo aver percorso molti chilometri in automobile a velocità piutttosto sostenuta, tanto per giungere prima possibile a quella metà un po' desolata ma sempre molto suggestiva. Mi spoglio! No sei matto assiderererai! Bene, allora mi limito a togliermi scarpe e calzini (ma sì poi cambierò le lenzuola). Resto qualche istante con la luce di una piccola abat jeur dal paralume un po' retrò di tela avana simile ad un fungo che spunta dalla testata del letto. Veramente pochi istanti perché gli occhi si chiudano ormai rassegnati ad aspettare che un nuovo giorno porti un po' di energia nuova. Sono passati quasi quindici anni da quella sera ma...come scordare? Non c'è tempo per realizzare se sto dormendo oppure un sogno vivido mi trascina le pulsazioni oltre il sopportabile. E la sensazione che dalla pelle stiano per uscire milizie di formiche che efficientissime fuggono dalla loro eccellente abitazione. Sì, non i brividi classici dell'emozione di una musica o della prima volta che hai sfiorato una mano alla tua prima fiamma. Dall'armadio che presumibilmente stà fermo gli scricchiolii di quando stai cercando di farlo scivolare. I piccoli pennacchi che pendono dalla tela del paralume iniziano un ritmico dondolio ad intervalli regolari di pochi secondi che si blocca come fermato dal pensiero ogni volta. Fuori dalla finestra dei passi sulla ghiaia del piazzale antistante. E il mormorio composto come di preghiera di un corteo devoto.

Chi sei? Perché adesso? Perché io? Non sono pronto a ricevere tanta energia, tanto cosmo. La fuga vigliacca di un uomo spogliato di ogni presunzione, di ogni convinzione di forza, delle proprie certezze di concreto.

Temo di aver perso un' occasione irripetibile di contatto, ma vi giuro che la sensazione di impotenza e di totale sottomissione di quel momento ha sbriciolato qualsiasi entusiasmo di conoscenza.

 

 

Commenti  

 
+1 #1 Francesco 2010-08-30 21:02
Ciao Simone, ti rispondo perchè penso che se non le hai già a conoscenza, le informazioni che ti sto per dare potrebbero risultarti utili, spero.
Il fenomeno che ti è capitato sembrerebbe proprio quello delle "vibrazioni" così comunemente chiamate nel campo delle uscite extra-corporee. In sostanza preannunciano il distaccamento dal corpo fisico. Ti consiglio questo forum http://www.viaggioastrale.it/ per chiarirti le idee al riguardo e rafforzare la conoscenza verso questo meraviglioso argomento.
Ciao, Francesco.
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