Sono nuova in questo sito, l’ho trovato per caso e mi è piaciuto così tanto che ho deciso di iscrivermi per raccontarvi una storia, la mia storia. Voglio iniziare il mio racconto facendovi una domanda: Voi ci credete al destino? Ci tengo ad iniziare così perché è proprio intorno al destino che ruota la mia storia, ogni singolo filo della sua folta e lunga trama, a parere mio, è stato sapientemente intessuto dal fato. Torniamo indietro di circa sei anni, a quel tempo frequentavo l’Università della mia provincia ed ero iscritta alla facoltà di Ingegneria. Ero la classica studentessa diligente, non quella che tutti definirebbero una secchiona, ma riuscivo bene in quello che facevo, mi prendevo le mie belle soddisfazioni.
All’epoca ero solita studiare con un gruppo di amici, miei colleghi di corso e con una ragazza in particolare avevo legato molto, avevamo instaurato un rapporto di amicizia oltre che di pura collaborazione scolastica. Molti pomeriggi li passavamo insieme, corsi e studio permettendo, e spesso trascorrevamo insieme anche il fine settimana, ovviamente in compagnia di altri amici. Ricordo che lei era fidanzata con quello che è l’attuale marito,ma lui per lavoro era spesso costretto a rimanere fuori e lei, in assenza della sua metà, passava i pomeriggi e le serate con me e i miei amici. Io a quel tempo ero single, ormai da alcuni anni. Avevo definitivamente chiuso una storia che portavo avanti dai tempi del liceo, e non ero riuscita più a legarmi a nessuno, un po’ perché cercavo il grande amore, quello che si prova una volta sola nella vita e che dura per sempre, un po’ perché ero sulla via della rassegnazione alla solitudine. Qualche amica mi definiva “schizzinosa” in fatto di uomini. In effetti, devo ammettere che non me ne andava mai bene nessuno, riuscivo sempre a trovare qualcosa che non mi andava e puntualmente sceglievo di non iniziare nessuna storia. Apro una piccola parentesi per spiegare che io ho sempre considerato il matrimonio e la famiglia come personale obiettivo di felicità, ma sono sempre stata certa che solo con la persona giusta avrei potuto fare dei passi così importanti. Di conseguenza, grazie a queste radicate convinzioni, mi ero guadagnata l’appellativo di “Schizzinosa”. Molti amici e colleghi avevano cercato, negli anni, di presentarmi amici e conoscenti, con la speranza di vedermi accoppiata, ma io deludevo sempre le loro aspettative. Un giorno, durante una pausa dallo studio, la mia amica mi propose un’uscita a quattro con lei, il suo fidanzato ed un amico del suo fidanzato che da poco aveva rotto con la sua ex. Non saprei spiegarvi il perché, ma la mia amica si era autoeletta a cupido della situazione e tentava in ogni modo di farmi trovare l’amore. Io, che per natura ho sempre odiato gli appuntamenti al buio o comunque gli incontri organizzati, molto educatamente rifiutavo, ma lei ovviamente non si dava per vinta e iniziò a chiedermelo, per alcuni con una puntualità che oserei definire svizzera, ogni venerdì pomeriggio prima di salutare, per il meritato riposo del week end, il campus universitario. Da parte mia, con tanta pazienza, rifiutavo ogni invito. Qualche mese dopo io chiesi il trasferimento ad un’altra Università e dopo qualche tempo seppi che anche la mia amica aveva cambiato città ed Università per seguire il fidanzato. Era passato un anno e più da quando ci eravamo viste e sentite l’ultima volta prima delle nostre partenze e io nel frattempo avevo conosciuto una ragazzo che sembrava essere una persona gentile, dolce e degna di fiducia. Quel periodo per me era particolare, avevo cambiato Università, avevo perso mia nonna, quella che io consideravo una seconda mamma, gli amici li vedevo poco e sentivo molto il peso di non avere una persona con cui dividere la mia vita in bene e in male, e quindi la conoscenza di questo ragazzo mi diede la speranza che fosse arrivato il mio momento, che fosse arrivato l ‘Amore, quell’amore che aveva legato mia nonna e mio nonno per quasi sessant’anni e che io avevo sempre sperato di avere per me. Con questa illusione iniziai una storia con lui. Ben presto mi resi conto di alcune cose, innanzitutto che io non lo amavo e poi che lui non era la persona che io credevo, con il tempo si era rivelato essere proprio tutto quello che io non tolleravo in un uomo, ma ero in un circolo dal quale non potevo uscire con facilità, dovevo trovare il momento e l’ occasione giusta, era una persona anche pericolosa e non potevo correre rischi di alcun tipo. Sopportai il suo brutto carattere e quella storia, che mi aveva tolto tutta la vitalità che mi aveva sempre contraddistinto, per quasi tre anni dopodiché dissi basta e lo mandai al diavolo. Quella fu la delusione più grande della mia vita, ormai ero convinta che per me non esistesse nessuna anima gemella, che non ci fosse quell’amore che tante persone provano e che tante volte avevo desiderato avere. Mi ero convinta che il mio futuro fosse solo mio e non lo avrei mai diviso con nessun altro. Cominciai ad organizzarmi la vita da sola, programmai un trasferimento in un’altra città, volevo andare via, cambiare definitivamente aria e chiudere con tutto quello che aveva significato qualcosa per me in passato, se il mio futuro doveva essere di solitudine, perchè aspettare!? Mi presi del tempo per vagliare tutte le possibilità e scegliere così la migliore per me. Nel frattempo avevo riallacciato i rapporti con gli amici che avevo obbligatoriamente perso di vista quando mi fidanzai con il mio ex e grazie a loro mi ero definitivamente liberata dell’inferno da cui ero uscita. Fu un giorno di un anno fa quello che poi avrebbe stravolto i miei piani, il mio cuore e tutta la mia vita. Gli amici spesso mi parlavano di vari social network e mi raccontavano delle persone che conoscevano grazie alle chat che questi siti mettono a disposizione, la curiosità di vedere e di provare in prima persone fu tanta e così decisi di iscrivermi in uno di questi social network. Per alcuni giorni mi divertii a chiacchierare con i più svariati tipi di persone, rifiutando categoricamente di incontrarli, io ormai non cercavo più l’amore ero estremamente convinta che non esistesse amore per me e quindi ogni volta che mi chiedevano di vedermi, di conoscermi io rifiutavo energicamente. Una sera vagando tra i nuovi iscritti scorsi un profilo, mio colpì la foto, era un ragazzo e la sua moto, ma stavano così bene insieme che pensai che erano davvero fatti l’uno per l’altra. Finii il mio giro e chiusi il pc. Dopo alcuni giorni mi arrivo una mail sulla casella postale che usavo quando volevo chattare. La mail era di quel ragazzo che alcuni giorni prima avevo visto il profilo, era mio coetaneo e nemmeno molto distante da me. Quella mail mi colpi, era un messaggio gentile, educato, estremamente educato, ricordo che lo lessi e sorrisi d’istinto pensando che quella era la prima persona educata che mi capitava di conoscere da quanto avevo familiarità con quei siti. Il messaggio chiedeva una cosa molto semplice, se avessi potuto aggiungerlo ai miei amici e se avessi voluto chiacchierare con lui quando eravamo collegati, io lo aggiunsi e poi andai via. Qualche giorno dopo, una domenica pomeriggio ero da sola a casa, era presto per uscire con gli amici e non avevo nulla di interessante da fare, così ,per ingannare il tempo, decisi di fare un giro per le varie chat. In quella dove andavo di solito trovai proprio quel ragazzo gentile che alcuni giorni prima mi aveva tanto colpito, d’istinto, senza pensarci su lo salutai. Da quel saluto continuammo per tutto il resto del pomeriggio e per i giorni seguenti. Parlavamo di tutto e più dicevamo, più scoprivamo di essere diversi ma allo stesso tempo estremamente simili. Avevamo vissuto esperienze estremamente simili, quasi uguali oserei. Avevamo gli stessi valori morali, credevamo quasi nelle stesse cose e ormai avevamo le stesse certezze per il futuro. Per giorni ogni sera ci davamo appuntamento in rete per parlarci, per chiacchierare di ogni cosa. Un giorno lui, molto educatamente, mi chiese di vederci anche solo per un caffè e io, senza accorgermene, accettai molto volentieri. Alla sera del nostro primo appuntamento ne seguirono altre e quando non potevamo vederci ci parlavamo attraverso il pc. Una sera, eravamo al pc dopo aver passato una bella serata insieme, e io notai che tra le sue amicizie spiccava un nome e un viso che io conoscevo molto bene, era la mia amica dell’università, quella che si era autoeletta a mio cupido personale. Curiosa chiesi come mai conoscesse quella persona e lui mi disse che era la fidanzata di un suo carissimo amico, a quelle parole restai di sasso e, senza nemmeno dargli il tempo di replicare gli chiesi da quanto tempo era finita la sua storia passata e lui mi disse che erano quasi tre anni. Lui ormai incuriosito mi chiese il perché di tutte quelle domande e così gli spiegai che quella ragazza era una mia cara amica e che tre anni prima aveva tentato di presentarmi ad un ragazzo amico del suo fidanzato che aveva da poco chiuso una storia, in quel momento capimmo che io e lui ci saremmo dovuti incontrare tre anni prima ma io avevo sempre rifiutato. Oggi io e lui siamo insieme e siamo felici e stiamo programmando il nostro futuro insieme. Per qualcuno questa sarà una coincidenza, in realtà ci sono anche altre cose che non racconto e che mi spingono a credere che invece sia il destino che ha manovrato tutti i fili di questa lunga vicenda.
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Commenti
Guarda ti posso dire che anche io sono arrivato a conoscere la mia metà grazie ad un interminabile serie di "coicidenze" che se le chiamassimo destino non credo sbaglieremmo.
Non credo al destino come un libro già scritto, ma credo che a volte qualche spinta che arriva da chissà dove indubbiamente ci sia.
Ti mando un saluto affettuoso e ti invito a scrivere ancora.........
Giovanni
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