È tanto che non lo vedo, ma so che se la sa cavare bene

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Bambini
Scritto da Massimo Vaj   
Venerdì 10 Settembre 2010 11:49

Ho un amico che si chiama L+++++++. Il primo anno di metropolitana a Milano lui piangeva dentro un cestino dei rifiuti di una di quelle nuove gallerie. Anni dopo quel triste evento io lavoravo come assistente al Don Gnocchi di Milano, e L+++++++ era uno dei miei ragazzi, nel reparto in cui prestavo servizio.

Una domenica viene a mangiare a casa mia; appena arrivati, ancora sul camioncino, vede un gruppo di bimbetti giocare nel mio cortile e noto il suo improvviso pallore, accompagnato da un impercettibile gemito uscito dalla sua corta, ma massiccia gola. Alla mia richiesta di spiegazione mi risponde rassegnato:
—Adesso vedrai—
Parcheggio e lo aiuto a scendere, entriamo in cortile e quei mocciosi maleducati iniziano a turbinargli attorno gridando:
—Sono più alto io—...
—Nano, nano—
Lui sorrideva loro con la simpatia che occorreva avere per non piangere. Io quasi ne uccido due e sono già sul terzo con la bava alla bocca, preso da crisi isterica, Leo mi contiene, compatendo amorevolmente la mia rabbia, e mi fa coraggio con i suoi occhi teneri e paterni. Saliamo in casa e non ne parliamo più ma, da allora, la frase evangelica del tornare bambini ha assunto, per me, la valenza precisa che esclude quel modo di essere crudele e incosciente che spesso accompagna la giovanissima età.

Un'altra volta, di sera, siamo in pizzeria, in cinque, io, mia moglie, L+++++++, R+++++++ e V+++, tutti miei amici e ragazzi dell'Istituto. L+++++++ ha una mano con solo tre dita, mentre l'altra ne ha quattro. Legge il menù, mi guarda sornione come Einstein avrebbe guardato l'ultimo della classe in matematica, e mi dice:
—Stai attento—
poi fa l'ordinazione, ad alta voce, al cameriere:
—Cinque pizze con capperi e acciughe— alzando la mano, quella con quattro dita, tutte aperte. Dopo venti minuti sono arrivate le quattro pizze. L+++++++ mi guarda e ride, infallibile.

 

 

Commenti  

 
0 #3 Massimo 2010-09-18 08:14
Guarda Andrea che il problema di Francesco è che a 18 anni lui pazientava troppo... :-*
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0 #2 Andrea69 2010-09-18 07:24
Pazienza Francesco, pazienza......
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0 #1 Francesco 2010-09-10 16:45
L'inizio è triste e fa riflettere, ma il finale mi ha fatto veramente ridere :lol:
Comunque è vero il crescere cambia, oggi ucciderei gli adolescenti che fanno quello che facevo io a 18 anni....
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