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Goldrake di sabbia
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La storia ha inizio nei primi giorni di agosto quando mi arriva la telefonata di uno dei miei più cari amici: " Cosa ne dici di partecipare assieme a me alla finale della gara di sculture di sabbia di Follonica, ho un idea fantastica potremmo fare Goldrake !!!!!!!! ".
Mare, amici e castelli di sabbia e soprattutto Goldrake , la risposta è d' obbligo, faccio due conti, interpello l' impresario (così chiamo mia moglie) e accetto l' invito con tutto l' entusiasmo che mi è possibile.
Soltanto dopo mi ricordo di non sapere assolutamente niente di sculture di sabbia non essendo andato oltre al classico castello fatto con il secchiello di mio figlio, crollato pochi minuti dopo la costruzione………… ma questo non conta.
Odori
( 2 Voti )
Si muoveva a tentoni, lentamente, interpretando la realtà che lo avvolgeva e che pareva accorgersi di lui solo quando andava a sbatterci contro. Una caduta da piccolo gli oscurava la vista e solo ombre indistinte s’agitavano nei suoi occhi, gesticolando ordini che gli scandivano la vita. Ordini che, negli apparecchi acustici appesi alle sue orecchie, si ricomponevano in fastidiosi ronzii che le pile, quasi sempre scariche, gli risparmiavano.
BALENE
( 5 Voti )
La rapiva quella sua voce dolce, fioca, tranquilla. Chi era? Era un sogno? Sognava sempre, anche ad occhi aperti, ed era la parte più bella della giornata, per Laura. Lasciarsi librare nell'aria, senza fretta di tornare giù, poter immaginare ciò che si vuole, senza aver paura che qualcuno senta, veda… Ma quella volta non era un sogno… La voce l'aveva sentita veramente ed era davanti a lei, la persona.
La domanda di mia figlia
( 4 Voti )
Ho una figlia di cinque anni e assieme a mio marito viviamo in un piccolo appartamento con un solo bagno. L'altro giorno, mentre stavo finendo di fare la doccia mi chiama per dirmi che doveva andare al vasino - Subito!
Il ponte del Saltone
( 5 Voti )
Erano ormai ricordi lontani i pensieri di pace che avevano governato la sua vita fino a quel momento. Lui, che accarezzava le farfalle e conversava coi grilli, solleticandogli le zampine con un filo d'erba, mentre puliva l'ingresso dei loro buchi nel terreno in pendenza, e che per questa posizione non s'allagavano come, invece, aveva fatto il suo cuore disfatto dall'odio. Per quest'odiare, ogni volta che impugnava il piccone, il suo desiderio d'ammazzare si risvegliava di nuovo, lasciando umido di rabbia l'anfratto cieco della sua anima, dove raramente dormiva.
Istanbul 1978
( 6 Voti )
Istanbul è città che si allarga per una settantina di chilometri di follia, irraggiata in tutte le direzioni, forse anche verso l'alto e il sottosuolo. Lì si possono incontrare vecchie auto americane, come si trovano solo a Hollywood e a Cuba, ma con montati sotto al cofano fragorosi e fumosi motori di Pulmann. Spesso queste auto non hanno nemmeno la targa.
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